Una vecchia fabbrica vincolata, per esempio

Per capire che spesso la scarsa reale tutela data dai vari piani regolatori di Prato agli edifici d’importanza storica e in particolare agli edifici industriali dismessi, si potrebbe fare l’esempio del cementificio “Marchino” alle Macine, la cui vicenda tuttavia non si è ancora conclusa.
Proviamo invece a vedere la sorte di un edificio posto in via Valentini, la grande fabbrica Befani, oggetto di un intervento di riuso all’inizio degli anni ’90.

befari via valentini

befari

Il piano regolatore “Sozzi” aveva assegnato al grande complesso immobiliare il ruolo di edificio di rilevante interesse storico, sancito dalla campitura nera sulla planimetria, che accomunava i monumenti antichi e moderni di Prato.
Cosa dunque ci si sarebbe  aspettato dall’intervento di riuso, oltre a cambiare le destinazioni?
Nonostante le norme puntassero sul concetto di conservazione, sicuramente nessuno poteva pensare di rispettare integralmente le strutture interne. Sinceramente non mi stupisco che il grande cortile  sia stato coperto e che si sia intervenuto con pesanti trasformazioni interne oltre che con nuovi impianti, nuove murature, nuove strutture in cemento armato, nuove finiture, nuove scale, nuovi ascensori ecc.
Dunque cosa intendeva tutelare il piano regolatore?
Forse l’immagine urbana del grande edificio, cioè il legame con la memoria e la storia della città espresso nel suo aspetto materico, nella conformazione dei suoi prospetti, nella tipologia dei componenti edilizi.
Mi sembra tutto il contrario di quello che è successo.
Quindi chiedo:

  • perché prevedere una inutile norma di conservazione se, nei fatti, si sarebbe ottenuto un miglior risultato per la qualità urbana, costruendo un nuovo edificio ?
  • anche in futuro si corre il medesimo rischio con i pochi edifici industriali storici rimasti che vecchi e nuovi piani urbanistici tutelano con “vincoli” vari ?
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