Riciclaggio a Prato

corpo-forestale-stato-stracci-traffico-rifiuti-15Ho letto da qualche parte che Prato è la città del riciclaggio.

Mi sembra un’affermazione  totalmente vera.

In passato la base economica di un’intera città è stato il riciclaggio degli stracci provenienti da tutto il mondo e la produzione del cardato, che qualcuno pensa ancora di far ripartire.
Prossimamente avremo una macchina mangia-rifiuti e un impianto che riciclerà, digerendoli tranquillamente, i fanghi più orribili.
Il settore del vintage, militare e non, rappresenta un’importante realtà in tutto il distretto.
Il commercio di abiti usati ha interessato realtà economiche importanti come la camorra campana.


Tuttavia il riciclaggio creativo a Prato riguarda non i materiali ma soprattutto le persone che in un “momento” di crisi del settore tessile hanno cercato di riciclarsi in altri ruoli.

Assistiamo da anni quindi al passaggio di intere famiglie di imprenditori, con figli e nipoti al seguito, verso altre attività,  dopo aver chiuso l’azienda o dopo tristi ma convenienti fallimenti.

Giovani e non è più giovani imprenditori tessili, che non sono più tali, si sono riciclati in immobiliaristi, politici, scrittori, assessori, registi, sindaci, candidati sindaci, consiglieri, ricchi affittuari, amministratori  e presidenti di qualcosa.
Dimostrano così le grandi capacità dei pratesi di reinventarsi e prosperare.

Nel frattempo i loro ex-dipendenti e collaboratori artigiani terzisti si sono riciclati in cassintegrati, esodati, disoccupati, camerieri a nero e lavoratori precari.

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