Gli investimenti di Publiacqua

Publiacqua dice con grande orgoglio di aver investito 660 milioni di euro in 11 anni per migliorare la rete idrica dei 49 comuni nelle province di Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo.
Sarà sicuramente vero!

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Vorrei però segnalare un pozzo poco fuori Santa Maria a Colonica a sud di Prato, non lontana dal Macrolotto II. L’impianto è alloggiato tra le erbacce, in una baracca di lamiera che da lungo tempo ha perso il tetto. La rete di recinzione è stata sfondata e all’interno si trovano parti di un motorino, forse rubato, e altri rifiuti.
Le tubazioni, l’impianto elettrico e le altre apparecchiature si trovano a cielo aperto, esposte a tutti gli agenti atmosferici e alle azioni di qualsiasi malintenzionato.


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Qualcuno dirà che probabilmente non si tratta di un pozzo di prelievo ma di un punto di controllo piezometrico o di prelievo campioni, ma questo non mi sembra che cambi molto la questione. Qualcun’altro dirà che si tratta di un caso isolato, ma non è così: se ci guardiamo intorno noteremo altre di queste baracche nello stesso stato.

Questo episodio di degrado e abbandono sembra poca cosa rispetto agli esposti dei Comitati dell’Acqua Bene Comune che segnalano differenze fra gli investimenti dichiarati e quelli effettivamente eseguiti, oppure davanti alle indagini della Magistratura sui vertici di Publiacqua per appropriazione indebita.

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Penso che sia poca cosa anche di fronte al peggioramento del servizio e al costante aumento dei costi in bolletta. Soprattutto è poca cosa rispetto all’enorme cifra di 660 milioni di euro che diventeranno un miliardo al momento del rinnovo della convenzione di gestione nel 2022. Un enorme cifra che, come un debito non dichiarato, peserà sui cittadini toscani qualsiasi sia la decisione che prenderanno le istituzioni future, rendendo di fatto impossibile recedere dalla privatizzazione dell’acqua.

Tuttavia questa piccola baracca sporca e diruta, nella sua insignificanza qualche riflessione la merita proprio in rapporto all’enormità degli investimenti dichiarati, visto che in un bilancio di 660 milioni non ha trovato posto una spesa di mille o duemila euro per rimettere in sesto un impianto di una certa importanza.
Spero solo che chi controlla questi investimenti sappia fare il suo lavoro.

Già.. ma chi controlla?

vedi anche:

https://provinciadiprato.wordpress.com/2012/09/30/publiacqua-e-i-capitali-privati/

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