Salviamo la scultura di Moore

Piazza S. Marco, Prato 1974

Piazza S. Marco, Prato 1974

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fig. 1 – H. Moore, “Square form with cut”, 1972,
Forte di Belvedere, Firenze

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fig. 2 – H. Moore, “Square form with cut”, 1969, Much Hadham, Regno Unito.

La posa in opera nel 1974 della scultura “Forma quadrata con taglio” di Henry Moore in piazza San Marco fu un atto coraggioso. Il tentativo di arricchire l’ambiente urbano, non con una scultura o un monumento di tipo tradizionale, ma con un’opera contemporanea, addirittura astratta.

Dopo di allora le sculture contemporanee hanno invaso il nostro ambiente urbano trovando il loro habitat nelle rotonde inventate per ridurre i disagi del traffico. In tale posizione hanno ben esemplificato l’incapacità italiana di proteggere la bellezza, di conciliare la cultura con il senso della misura e di distinguere tra arte e arredo urbano.

Dopo queste disastrose esperienze possiamo certo dire che In definitiva l’arte contemporanea può convivere nell’ambiente naturale  (fig. 2 e fig.4) come dimostra anche la straordinaria esperienza della villa di Celle a Santomato, o addirittura può esprimere la propria vitalità nel rapporto con i monumenti più rappresentativi della nostra storia (fig.1 e fig.3).
Tuttavia soccombe inevitabilmente a contatto con la città dell’espansione urbanistica del secondo Novecento o addirittura viene annichilita nelle rotonde di traffico delle nostre moderne città.

4265710859_0b85673040_bDunque alla scultura di Moore era stata affidata una missione impossibile.
Mentre Piazza san Marco scivolava verso il suo destino di rotonda del traffico, abdicando alla sua storia di piazza urbana, la Forma quadrata con taglio perdeva il proprio carattere di monumentalità e la propria potenza espressiva che pure l’aveva portato a diventare un facile e consumato simbolo della città. Ora Square form with cut è alla pari con omini di Leonardo e strani arcobaleni, finti archi rampanti, clessidre e finte rocce che arricchiscono le nostre tipiche rotonde.
Ora la scultura è un muto testimone del nostro tempo, ignorato da tutti (gli automobilisti) e questo ancora di più dopo un inutile restauro che ha tolto al monumento anche le tracce delle propria storia, rendendolo uno sbiancato fantasma, ancora più invisibile.
Salviamola !
Occorre sottrarla al disinteresse, al degrado immateriale che la corrode, Occorre tirarla fuori dall’impossibile missione di qualificare in modo diverso e sorprendente un’anonima rotonda del traffico.
Quale maggiore e potente espressività la scultura di Moore potrebbe dimostrare nella Corte delle sculture o nel prato delle Pavoniere o nella Piazza delle Carceri, o anche solo sul Lungobisenzio ?

 

Segue: FORMA QUADRATA CON TAGLIO (III E ULTIMA PARTE)

vd anche:  Prima puntata:SQUARE FORM WITH CUT

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fig. 3 – H. Moore, “Square form with cut”, 1972, Forte di Belvedere, Firenze

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fig. 4 – H. Moore, “Square form with cut”, 1969, Much Hadham, Regno Unito.

 

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