Carrozza e la “bocciatura”

Gent.ma signora Ministro

Lei dice: “la bocciatura deve essere uno strumento estremo, discusso e vissuto con il ragazzo/ragazza e i genitori, altrimenti porta alla dispersione“. Le assicuro che è già così, come potranno confermare coloro del suo staff che si occupano della Scuola Secondaria. Chiunque conosca minimamente la vita quotidiana in una Scuola Media italiana sa bene che la “bocciatura” è un avvenimento raro e assai meditato. Mi rende quindi molto perplesso intuire nelle sue parole il sospetto che gli insegnati utilizzino la ripetenza con superficialità e senza un percorso condiviso che coinvolga anche le famiglie.

Lei dice: “la bocciatura può  portare disorientamento“. Questo certamente è vero, almeno finché i genitori, il Ministro, l’opinione comune continueranno a considerare la “bocciatura” come strumento di punizione e di selezione, come era negli anni settanta. Ora la ripetenza di un anno è l’estremo,  e spesso unico, strumento compensativo efficace per gli studenti che hanno bisogno sostanzialmente di più tempo per migliorare faticosamente le proprie competenze oppure, per altri, la conoscenza di una lingua che non è la loro. Certo con più risorse si potrebbe forse farne a meno.

Lei dice: “la scuola ha in se’ un processo selettivo, ma e’ importante che indirizzi ed orienti“. Ha ragione, ma le faccio osservare come il compito di indirizzare e orientare svolto giornalmente dagli insegnati venga spesso vanificato dalle scelte delle famiglie a dall’idea velleitaria di cui sono vittima molti nostri adolescenti e che li porta a pensare che si possa esprimere il proprio talento (anche quello che non si possiede) come in un reality, a prescindere dall’impegno costante e dalla fatica quotidiana. Per il resto le faccio notare che nessuno si scandalizza che l’Università sia selettiva e che il diploma della Scuola Secondaria di secondo grado abilita a svolgere professioni importanti e che quindi è necessario che non si perdano di vista i traguardi minimi comuni a tutti (ancora prescritti dalle normative, se non erro), condizione essenziale di equità tra gli studenti e di credibilità dei diplomi rilasciati.

La ringrazio per l’attenzione e La saluto cordialmente,

Salvatore Gioitta, insegnante.

Annunci