Terza corsia

Nel disinteresse di molti, si sta concludendo i lungo iter di approvazione della terza corsia dell’autostrada A11 nel tratto tra Firenze, e Montecatini.  L’accordo siglato da Autostrade per l’Italia, Anas, Regione ed enti locali prevede, per il solo tratto tra Firenze e Pistoia, un costo di 390 milioni di euro e quattro anni di lavori.

A11 3 corsia
A Prato, la vicenda è al momento passata abbastanza inosservata, al contrario di Pistoia dove ha sollevato interventi polemici del M5S, di SEL, del WWF e di altri.

Mi sembra che bisognerebbe riflettere su alcuni aspetti importanti che riguardano l’opera e le priorità dell’azione amministrativa:

  • Secondo Rossi l’avvio dei lavori sarà “una boccata di ossigeno per l’economia”. Questa mi sembra una motivazione inaccettabile e sbagliata. L’appalto andrà a beneficio delle solite grandi imprese (magari azioniste di Autostrade per l’Italia) che non utilizzeranno forniture e manodopera locali e quindi senza nessun vantaggio per l’economia toscana.
  • L’opera risulta molto costosa in termini di risorse finanziarie. L’intero intervento raggiunge 1 miliardo di euro (addirittura 2 mld fino a Lucca) e ben sappiamo come i preventivi vengano sempre ampiamente disattesi in fase di realizzazione. Mi sembra a tal proposito ininfluente che il finanziamento avvenga attraverso  uno di quei opachi strumenti (concessioni, convenzioni, project financing o simili) che caratterizzano la gestione privatistica delle opere pubbliche. Si tratta comunque di costi che ritorneranno moltiplicati su utenti e enti pubblici.
  • Questo enorme investimento sulla viabilità su gomma contrasta con il disinteresse generalizzato verso il trasporto su rotaia che localmente viene spesso tagliato e depotenziato. Sarebbe logico che si desse priorità al raddoppio dei binari unici (come tra Pistoia e Lucca), alle realizzazione di tranvie, alla maggior disponibilità di treni regionali (come sulla linea  Pistoia Firenze). Questo è particolarmente insopportabile da parte di una generazione di politici toscani che si sono sempre riempiti la bocca di sviluppo e mobilità sostenibile.
    Fino a quando le scarse risorse disponibili saranno dedicate alle cosiddette “Grandi Opere” come questa o come il sotto attraversamento TAV a Firenze, continueranno a mancare le risorse finanziarie pubbliche per opere di minor costo ma davvero necessarie.
  • I problemi di funzionalità dell’A11 non sono relativi alla mancanza di una terza corsia (a parte forse le transumanze balneari), ma a problemi ben localizzabili come ad esempio il “tappo” che si forma verso Firenze in alcune ore, la pericolosità del tratto di Serravalle,  la rumorosità in corrispondenza dei centri abitati. Questi e altri interventi di modernizzazione dell’A11 costerebbero molto meno di quanto costerebbe la terza corsia. Molto utili sarebbero anche interventi puntuali tesi a migliorare la viabilità ordinaria, riducendo il traffico locale sull’autostrada.
  • I tempi di realizzazione saranno lunghi (8 anni secondo le previsioni) e i termini non verranno rispettati come ci insegna il cantiere della terza corsia tra Firenze Certosa e Firenze Nord durato oltre un decennio. Quindi ci aspettano anni e anni di rallentamenti causati dai lavori  senza la certezza di quando finiranno. Questo sia nella zona di Prato (basti pensare ai lavori per gli attraversamenti dei corsi d’acqua, per i sovrappassi e i sovrappassi di arterie viarie fondamentali come via Roma, quasi tutti da rifare) sia negli altri tratti (come per esempio per la galleria di Serravalle). Un eterno cantiere che peserà come un macigno sugli sforzi di ripresa economica di un’area che rimarrà imbottigliata e tagliata in due per un decennio.

A11

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