All’esterno delle Scuderie medicee

Tra le cose di cui le ultime amministrazioni di Poggio a Caiano possono vantarsi c’è sicuramente il recupero delle scuderie medicee, iniziato da diversi anni ma non ancora completato.
Aver avviato un’impresa che venti anni fa sembrava impossibile è un merito da riconoscere a chi si è effettivamente impegnato nelle varie fasi del recupero, a partire da quel concorso tra grandi nomi dell’architettura che ha consentito di avere un progetto spendibile nella ricerca di fondi europei.

Il progetto dell’architetto Purini (quasi un’archistar) ha avuto apprezzamenti ed anche qualche critica, ma possiamo dire che qualche eccesso progettuale, come il volume aggiunto sul lato di via Pratese, è stato il prezzo da pagare per poter salvare questo enorme edificio dal completo degrado.

Ora non possiamo pretendere che le porzioni ancora da recuperare siano immediatamente restaurate in un periodo di assoluta carenze di risorse; con l’edificio messo in sicurezza si può ragionevolmente attendere, cercando idee e risorse che consentano di completare quanto egregiamente avviato.

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Con la lettera c la via Pratese che passava a sinistra delle Scuderie e non a destra

Tuttavia emerge con forte evidenza una criticità.
Le aree esterne all’edificio ormai da oltre un decennio sono un cantiere abbandonato, con materiali di riuso accatastati.
La valorizzazione dell’edificio e la sua utilizzazione come polo turistico e centro culturale e sociale possono coesistere con spazi interni ancora inutilizzabili, ma non può più convivere con aree esterne degradate e inaccessibili.
Deve essere recuperata all’uso pubblico la grande area posteriore da trasformare in una piazza monumentale che diventi la porta di accesso di Poggio a Caiano per chi arriva da Prato, facendo risaltare la monumentalità delle Scuderie. 

Deve essere recuperato al pubblico transito pedonale il vecchio tracciato della via Pratese, posto tra l’edificio e il parco della villa. Si tratterebbe di un restauro ambientale che contribuirebbe a ricostruire i rapporti  originari delle Scuderie con la villa e l’ambiente urbano.Sarebbe inoltre un ombroso spazio per tranquille passeggiate partendo dal centro del paese e potendo poi proseguire per il ponte del Mulino, il parco della Rimembranza, se fosse a sua volta recuperato, e via Bogaia, evitando almeno in parte i pericoli del traffico di via Pratese che incontrano oggi i pedoni che intendano intraprendere una passeggiata verso il Parco delle Cascine oppure verso il ponte Leopoldo II che sarà presto ricostruito

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Questo intervento sugli spazi esterni non può attendere oltre né il completamento dei restauri interni, né l’avvio di ambiziosi progetti come la pedonalizzazione di via Lorenzo il Magnifico o la realizzazione del parcheggio nell’area presso l’Ombrone.

Salvatore Gioitta

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