Le Cascine tornino a Poggio a Caiano

La Procura della Repubblica di Prato ha chiuso dopo sette anni le indagini per la deturpazione della fattoria medicea delle Cascine di Tavola.
I reati dei funzionari pubblici sono in prescrizione.
La struttura della fattoria, voluta da Lorenzo Il Magnifico nel 1477, scoperchiata già nel 2008 al momento del sequestro del cantiere è ormai in rovina.
L’assessore all’ambiente del Comune di Prato Goffredo Borchi dichiara che “solo la Regione può salvare la Fattoria”.
Tutto questo nel disinteresse degli organi d’informazione, delle rappresentanze politiche e della città in generale.

Cascine di Tavola-17

Non ci siamo intesi!
Non siamo di fronte a un qualsiasi edificio rurale d’interesse storico. Non siamo di fronte alla pur pregevole Villa Le Sacca colpevolmente abbandonata. Non stiamo parlando del degrado di un qualsiasi edificio del centro storico.
Qui siamo di fronte ad un monumento dell’architettura del XV secolo, voluto da Lorenzo il Magnifico e disegnato da Giuliano da Sangallo, massimo architetto dell’epoca. Un edificio che inserito nel contesto ambientale, a sua volta frutto di un progetto territoriale complesso e stratificato nei secoli, rappresenta un capolavoro assoluto del Rinascimento, senza paragone per la sua unicità.

In un altro paese questo capolavoro sarebbe considerato una risorsa culturale e turistica insostituibile, da tutelare e difendere.
A Prato invece è stata oggetto di un piano di “recupero” devastante. approvato da tutte le amministrazioni coinvolte.
A Prato non è stato vincolato ai sensi di legge, almeno fino agli ani ’90.
A Prato si è consentito legalmente di stravolgere  gli edifici principali per tentare di ricavarci  cento monolocali e appartamenti.

A Prato è stato realizzato un enorme campo di golf e i capannoni industriali di un altrettanto enorme maneggio, distruggendo edifici e sistemazioni paesaggistiche granducali.
A Prato la Procura della Repubblica ha avuto bisogno di cinque anni per concludere le indagini, lasciando all’abbandono la struttura, priva della copertura,  consentendo la felice prescrizione per gli indagati appartenenti alla Pubblica Amministrazione, permettendo ad una discutibile  funzionaria della Soprintendenza di continuare la sua attività.

I meno colpevoli in questa vicenda sembrano i privati a cui era stato detto che potevano fare  quello che era necessario per “valorizzare” il proprio investimento, purché consentissero a lasciare al Comune una tenue striscia di parco pubblico.

Ora l’amministrazione Comunale afferma  che “solo la Regione può salvare la Fattoria” ?

Svegliamoci ! Siamo in una nazione europea del XXI secolo!
L’acquisizione delle Cascine di Tavola deve essere la priorità dell’Amministrazione Comunale!
Altrimenti meglio rinunciare alla giurisdizione sul territorio delle Cascine e cederlo a Poggio a Caiano, come sarebbe corretto dal punto di vista storico.

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