Aeroporto e democrazia (Idv)

La votazione per l’adozione del PIT-Areoporto  è ormai passata da molti giorni e si può ora riconsiderarla con calma, valutandone l’importanza e gli aspetti originali.
La prima stranezza, dovuta in parte ai regolamenti, è stata quella di vedere un’importante variante al PIT adottata dopo le bocciature nelle varie commissioni.

Il voto si è svolto con molte altre bizzarrie.

Il consigliere SEL  pur avendo  manifestato forte contrarietà ha preferito non partecipare al voto piuttosto che esprimere con chiarezza il voto contrario: chissà perché?
Forze politiche completamente favorevoli al nuovo aeroporto si sono invece astenute, visto che il loro voto non serviva.
Federazione della sinistra-Verdi si è presenta divisa al voto: un consigliere ha votato a favore, l’altro non ha partecipato al voto.
Alcuni gruppi di opposizione, Più Toscana (2 voti), Fratelli d’Italia (2 voti) e Udc (2 voti), a sorpresa hanno votato a favore, forse per suggerire a Rossi sviluppi futuri d’intesa.

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Tra le cose più strane il voto dei consiglieri Idv.
Nel silenzio assordante degli organi regionali del partito sulla questione del PIT-aeroporto, i tre hanno votato a favore dell’adozione.
Lo hanno fatto a titolo individuale o sulla base di una presa di posizione del partito, (magari non resa pubblica)? Il loro voto non risulta infatti coerente con la risoluzione assunta all’unanimità da Idv Toscana il 7 luglio 2012 che prospettava solo un’integrazione tra i due scali regionali.
Hanno tenuto conto della chiara volontà degli iscritti e dei simpatizzanti? Non credo visto che, pur in mancanza di un qualsiasi dibattito, la larga maggioranza di costoro nell’area Firenze-Prato-Firenze sono estremamente contrari al nuovo aeroporto come dimostra la chiara posizione dell’Idv di Prato.

Probabilmente hanno votato a favore perché pensano che l’aeroporto non verrà mai realizzato e che il progetto sarà così costoso e dovrà superare così tanti ostacoli, anche grazie all’assessore Marson, che si arenerà ben presto e che all’Idv (o a loro) conviene rimanere in maggioranza, anche per meglio controllare gli sviluppi futuri della vicenda.
Non hanno pensato che questo comportamento da real politik non è quello adatto ad un partito sull’orlo dell’estinzione che, senza cambiare rotta, dopo le prossime elezioni regionali non avrà nessun potere contrattuale per fermare le istanze faraoniche del PD di Rossi. Sarebbe invece stato più utile aprire un confronto aperto e arrivare ad un voto di testimonianza  conforme al sentimento della base del partito.

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