Territorio sotto assedio

L’impressione è quella di essere sotto assedio, circondati da aeroporti da allungare, inceneritori da costruire o da ampliare, nuovi centri commerciali grandi e piccoli, viadotti in città, bretelle tracciate attraverso la piana, tangenziali inutili, nuovi stadi da costruire, nuovi ospedali da collegare, e poi nuove urbanizzazioni, nuovi svincoli, nuove torri, nuove strade.
assedio

Tutto questo in un territorio che non conosce l’impetuosa crescita economica e demografica degli anni ’60, ma il difficile ridimensionamento economico di questo decennio.
Certo alcune di queste opere non verranno mai costruite, ma altre sono già state quasi completamente realizzate e altre verranno, una dopo l’altra, proposte e pianificate e il risultato di tanta frenetica immaginazione è già percepibile.
Nella piana tra Pistoia, Prato e Firenze non si riuscirà a conservare qualche lembo di territorio libero, non si riuscirà a realizzare il grande Parco della piana che possa mitigare i livelli sempre crescenti di inquinamento; non si riuscirà a frenare l’aumento di traffico veicolare potenziando i trasporti collettivi che invece peggiorano; non si riuscirà a migliorare la qualità urbana recuperando in modo razionale le aree dismesse e frenando il consumo di suolo; non si riuscirà a salvaguardare una qualche identità del paesaggio agricolo della piana.
L’assedio non si fermerà finché il Sacco non sarà compiuto completamente.

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