Toscana felix

Nell’annuale rapporto Ecomafia 2013, realizzato da Legambiente, grazie al contributo delle Forze dell’ordine, la Toscana si fa valere. Si trova infatti in ottima posizione subito dopo Sicilia, Campania, Calabria, Puglia e Lazio, al sesto posto per numero di infrazioni accertate relativamente a reati ambientali (abusivismo edilizio, discariche illegali, sversamenti inquinanti, incendi dolosi ecc).

Prato, naturalmente non rimane immune da questo disastro civile.
Nell’indagine sullo smaltimento illegale dei materiali di scavo della Tav che ha portato al sequestro del cantiere, si sospetta che tale materiale sia finito nel piazzale della Varvarito in via Turcoing.
Prato è anche al centro di una complessa indagine sullo smaltimento illecito di rifiuti speciali, realizzato grazie al coinvolgimento di clan camorristici che prosperano nel triangolo Pistoia-Lucca-Prato.

Cosa bisogna dedurre da questo poco onorevole posto in classifica?

Che nella regione non siano state sufficienti le scelte politiche di governo del territorio, di gestione dei rifiuti e di freno all’illegalità ambientale?
Che occorre un maggior controllo del territorio, sburocratizzando la polizia locale?
Che si deve temere una crescente infiltrazione mafiosa, che fa affari sull’ambiente, e quindi, sulla salute ed il benessere di tutti?.

Direi di si, ma noto che tra quello che si discute in politica e quello che si trova sui giornali, questi argomenti stentano a farsi spazio.

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