Visto dall’argine

DSCF1261

Pesca ai gamberi nell’alveo dell’Ombrone

Camminare sull’argine dell’Ombrone e dei suoi affluenti può essere un’esperienza molto interessante: si possono osservare i margini piuttosto disordinati del territorio della provincia pratese e i cambiamenti in corso sull’area a sud della città, che sembrano difficili da governare.
L’aspetto più evidente è il progressivo e inarrestabile avanzare delle attività vivaistiche che stanno progressivamente modificando l’aspetto della piana nei pressi dell’Ombrone e che vanificano in via preventiva, molte delle intenzioni di tutela relative al paesaggio agricolo della piana.

HPIM0539

DSCF1245

Un’altro aspetto che salta agli occhi sono i danni che l’inverno ha lasciato sugli argini, al momento coperti alla meglio con teli impermeabili.
Per il resto si possono osservare strani capannoni, rifiuti abbandonati, abusi edilizi, pompe che attingono acqua direttamente dall’Ombrone per l’irrigazione, capre al pascolo sugli argini condotte da pastori albanesi, una discarica da bonificare di cui non si sente più parlare, casse d’espansione indispensabili alla sicurezza ma che incidono sulla consistenza delle residue aree agricole.

Rispetto alla città è invece identica la forte presenza degli stranieri con la complessità delle questioni che questo comporta.

Nella prima foto in alto pescatori cinesi a caccia forse di gamberi della Lousiana o di molluschi nell’alveo dell’Ombrone presso Poggio a Caiano. Sembrerebbe un ritorno al passato quando i pescatori di granchi erano numerosissimi. Ma tuttavia le differenze ci sono: i pescatori non sono più quelli, di granchi neppure l’ombra nei nostri fiumi e fossi mentre abbondano i gamberi killer giunti da chissà dove; e infine le acque dell’Ombrone non sono certo limpide come quando ancora ci vivevano i granchi.

HPIM0568

HPIM0495

DSCF1246DSCF0872

Annunci