Autonomia comunale

In questi giorni si alzano alte le proteste dell’Amministrazione Comunale contro la Provincia che ha osato fare ricorso contro l’approvazione del Piano Strutturale, rilevando dei contrasti con il  Piano di Coordinamento Territoriale della Provincia.

Bisogna dire che solo un cieco non poteva accorgersi di tali contrasti, tanto che anch’io, nel mio piccolo,  avevo presentato alcune osservazioni, che metto in allegato, per sollevare il problema (in particolare la n.44).

L’aspetto più evidente sono alcune aree risultanti “agricole” sul PTC  che sul PS diventano “prevalentemente agricole” e altre aree  “prevalentemente agricole” che diventano “urbane” senza peraltro che siano chiari i criteri di tali classificazioni, mentre invece sono evidenti le finalità relative a cambiare la destinazione di molte aree non edificate utilizzandone poi alcune per nuove urbanizzazioni e  pregiudicando il futuro urbanistico di tutte le altre.

Ora le proteste della Giunta Cenni meritano di essere esaminate nel metodo. Ci si lamenta che gli enti sovraordinati possano intralciare l’autonomia comunale, vista come la sorgente di ogni ordinamento, come se si vivesse al tempo delle città-stato. Allo stesso modo si potrebbe rifiutare la gerarchia giuridica, approvando regolamenti comunali in contrasto con leggi regionali o statali. Del resto l’unica vera opinione esposta con ferma convinzione dalla maggioranza in questi mesi è stata l’opposizione alla Città metropolitana che ha visto Cenni sul wc a sforzarsi  di convincerci della necessità di difendere l’autonomia comunale, necessaria quindi al fine di compromettere il destino di altre porzioni della piana agricola.

cennduei

osservazione n. 44

osservazione n.14

osservazione 12

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