Consumo zero

Premesse.
In Italia  si consumano 600 ettari di suolo ogni giorno contro i 30 della Germania.
Renzi sbandiera un Piano che prevede un presunto consumo zero di territorio.
L’Europa ha predisposto un piano d’indirizzo per arrivare gradualmente in tutti i paesi a una pianificazione a consumo zero di suolo.
Matteo Biffoni, ma anche Legambiente e molti altri, presentano proposte di legge per ostacolare la nuova edificazione a favore di riqualificazione e riuso.

DEGRADO1Sono maturi i tempi per proporre e ottenere previsioni urbanistiche che non prevedano espansioni ma solo recupero?
Azzerare il consumo di suolo è per Prato una prospettiva percorribile?
Dal punto di vista quantitativo non ci sono dubbi, e anche in mancanza di un preciso censimento sappiamo bene come la grande città-fabbrica sia piena di grandi spazi da riutilizzare per qualsiasi destinazione si voglia.

Quindi annullare da subito ogni previsione di  nuovo consumo di territorio libero è una proposta meno estrema e provocatoria di quanto potrebbe apparire. Quindi le vere domande sono altre.
Quali forze politiche avranno il coraggio di proporre agli elettori questa scelta come elemento qualificante del prossimo programma elettorale?
Quali associazioni, organizzazioni e personalità della cultura avranno la forza di imporre la questione nell’agenda politica della città?
Chi inizierà a fornire un’adeguata informazione ai cittadini affinché possano decidere consapevolmente su queste tematiche vitali per la città e la qualità dell’esistenza di centinaia di migliaia di persone?

DEGRADO9Le richieste da fare ai partiti sono poche e semplici:

  • Integrare nel proprio programma elettorale la moratoria sulle previsioni di nuova edificazione, relativamente sia ai piani urbanistici vigenti, sia al Regolamento Urbanistico in via di formazione.
  • Estendere questa moratoria anche alle previsioni con permessi non ancora rilasciati o piani attuativi non ancora approvati. La corte Costituzionale ha recentemente confermato che i proprietari di tali aree non hanno maturato alcun diritto.
  • La pianificazione e l’attività edilizia dovrà essere indirizzata esclusivamente verso ristrutturazioni e riqualificazione del patrimonio già esistente, pubblico e privato, anche con demolizioni, dove necessario.
  • Si dovranno favorire i cambi di destinazione degli immobili, graduando meglio gli oneri di urbanizzazione in relazione alla tipologia del cambio di destinazione e alla scala d’intervento, e rendendo più efficaci i controlli.
  • Istituire un apposito ufficio che si occupi del censimento delle aree da sottoporre a riuso e recupero e della predisposizione di studi di fattibilità d’iniziativa pubblica che possano stimolare l’attuazione degli interventi.
  • Vietare ogni modificazione dell’assetto del territorio inedificato, salvo quelle finalizzate alla difesa del suolo e alla riqualificazione ambientale.

Chi avrà il coraggio di presentarsi davanti agli elettori con queste proposte? Il PD? La sinistra? Il M5S? Nessuno?

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