Il tabù dei marciapiedi

Nell’ultimo decennio sono stati rifatti i marciapiedi  di molte strade di Poggio a Caiano.
Eppure in nessun caso si è preso in considerazione di migliorarne l’assetto e la conformazione. Mai i marciapiedi sono stati allargati di quel poco di centimetri che sarebbero bastati a renderli sufficientemente comodi, senza gravare troppo sulla larghezza della carreggiata
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Così in via Verdi dove i marciapiedi erano e sono di 40 o  50 centimetri, così sul tratto di Via Pratese che fiancheggia le Scuderie, così in via Umberto, in via Italia ’61, in via Vittorio Emmanuele, ecc. Quasi mai si è pensato di realizzare piccoli accorgimenti che permettessero per esempio di eliminare il gradino in prossimità di striscie pedonali. Ovunque il terribile tabù del marciapiede ha impedito che 20 centimetri di maggior larghezza trasformassero un percorso pericoloso e scomodo in una infrastruttura utile e comoda per qualsiasi pedone, con ombrello, sacchetti per la spesa, passeggino o bastone.
Speriamo che nei grandi lavori promessi per il centro storico si tenga conto dell’importanza di curare questi piccoli aspetti che trasformano significativamente la fruibilità degli spazi pubblici da parte dei pedoni, cioè dei cittadini

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