Che l’iniziativa sia pubblica!

Il problema principale delle trasformazioni urbane, e in particolare di quelle avvenute a Prato negli ultimi decenni, è la scarsa qualità degli spazi pubblici e il conseguente disordine urbanistico che ne consegue.
tetris3Queste caratteristiche derivano dalla circostanza che tali trasformazioni sono originate da iniziative private, inevitabilmente viziate dalla tipica miopia della rendita. Gli spazi pubblici che pure sono stati reperiti nella misura di legge, sono sempre frammentari, ricavati come spazi di resulta dal sedime degli edifici e non sono in grado di  dare un disegno complessivo a quella trasformazione urbanistica, in rapporto al resto della città.

tetris2Invece di piazze abbiamo ottenuto degli slarghi, invece di giardini abbiamo aiuole; invece di strade con ordinati allineamenti prospettici; abbiamo edifici posizionati ad incastro grazie all’urbanistica Tetris; invece di un tessuto urbanistico complesso abbiamo aree residenziali senza servizi;  invece di alberi abbiamo siepi e nel migliore dei casi pioppi cipressini.

Occorre dunque ribaltare tali caratteristiche prevedendo un’iniziativa pubblica anche per aree in cui non vi sia la proprietà pubblica dei suoli. Già il piano Secchi aveva perseguito questo obiettivo con poco successo, con i Progetti Norma.

tetris4 Occorrerebbe dunque portare più avanti questa strategia con veri e propri piani attuativi, la cui localizzazione fosse indicata dal regolamento urbanistico, portati avanti da un apposito ufficio comunale. La progettazione pubblica metterebbe al centro del progetto gli spazi pubblici, i rapporti con il resto del quartiere, la necessità di elementi ordinatori. I privati potrebbero poi regolare tra di essi la ripartizione di oneri e vantaggi nei i vari lotti e realizzare gli interventi perseguendo i propri legittimi interessi. L’amministrazione comunale potrebbero prendere in carico spazi pubblici e aree a verde di qualità e potrebbero recuperare in sede di convenzione le  spese di progettazione. 

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