Costi e benefici

L’analisi dei costi e dei benefici dovrebbe essere obbligatoria in qualsiasi investimento o anche dismissione della Pubblica Amministrazione.

Prendiamo per esempio il destino dell’area dell’ex Ospedale di Prato. Prima di prendere delle decisioni un ipotetico proprietario privato farebbe un doveroso calcolo economico mettendo da una parte il valore degli immobili attuali dall’altra il valore che l’area assumerebbe dopo le trasformazioni ipotizzate, al netto di costi di demolizione e di costruzione, ovvero al valore ipotizzabile di vendita dell’area, prima della trasformazione, ad altro operatore.

Supponendo di fare tale calcolo, avremmo 43mila metri quadrati relativi agli attuali edifici, per i quali potremmo avanzare una prudentissima stima di valore di 70 milioni di euro.

Dall’altra parte, prendendo per buono quanto riportato dal Piano strutturale vigente (e dalle recenti notizie su un accordo Regione-Comune), si potranno realizzare 27.900 metri quadrati, da costruire previa demolizione dell’esistente. Rossi e Cenni, insieme, non possono sperare di ricavare più di 40 milioni di Euro che potranno mettere legittimamente nella colonna delle entrate del bilancio, nascondendo una perdita importante per il patrimonio pubblico.

Tralasciando volutamente ogni ragionamento “etico”, mi sembra che il solo aspetto economico possa bastare a dimostrare come la conservazione degli edifici esistenti e la loro utilizzazione come uffici per il Comune, la Regione, l’ASL e la Provincia (risparmiando 2 milioni di euro l’anno in affitti), possa risultare la soluzione economicamente più sostenibile quanto meno per la collettività, se non per quegli strani enti che caratterizzano il federalismo all’italiana.

Salvatore Gioitta

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