Questo non è un progetto

Questo non è un progetto per l’area dell’ormai vecchio ospedale di Prato !
Questo è solo un poco di Photoshop e il suo scopo è quello di dimostrare che fisicamente un “Parco delle Mura” è compatibile con il mantenimento degli edifici esistenti.

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Insisto nell’affermare con forza che distruggere questi edifici, che rappresentano un bene pubblico del valore di diversi milioni di euro, sia una vera follia in tempi di indebitamento pubblico e scarsità di risorse.

Per verificare che questa compresenza sia possibile sul piano pratico occorre riflettere sull’uso da assegnare ai corpi di fabbrica dell’ospedale. Per essi deve essere esclusa la destinazione residenziale che presupporrebbe una completa ristrutturazione o ricostruzione, oltre che l’esigenza di viabilità e parcheggi.
Se invece fossero destinati a uffici pubblici non necessiterebbero di opere, essendo dotati di impianti e uscite di sicurezza a norma. Non necessiterebbero neppure di parcheggi, visto che utenti e lavoratori potrebbero utilizzate il piazzale Ebensee. Basterebbe garantire alcuni accessi carrabili di servizio che non influirebbero sul carattere pedonale dell’intera area.

Gli edifici potrebbe ospitare gli uffici comunali oggi sistemati in affitto, l’archivio generale e l’archivio storico del Comune sistemati in edifici inadatti, gli uffici del Genio Civile della Regione, gli uffici non di rappresentanza della Provincia, vari uffici dell’ASL e magari il Corpo forestale e altri enti. Potrebbero essere risparmiati affitti per oltre due milioni di euro e in particolare il Comune potrebbe liberare edifici scarsamente adatti agli usi attuali come la palazzina di Via Roma e quella di via Giotto. Il centro direzionale e il parco avrebbero nuovi accessi da via dei Mazzamuti, da Via Santa Trinita tramite via Sant’Orsola e da piazza del Collegio.

Sono consapevole che la proprietà dell’area è della Regione, ma la ferma volontà dell’amministrazione e della cittadinanza avrebbe la possibilità di superare le inevitabili resistenze. L’alternativa è una gigantesca operazione di monetizzazione, con edifici residenziali ad alta densità.

Rimane comunque la necessità di riflettere sulla distruzione di un patrimonio economico pubblico realizzato con i soldi di tutti e ancora in grado di assolvere a finalità pubbliche.

Salvatore Gioitta

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