L’Amministrazione feudale

Si legge che la CAP ricatta il Comune: se non avrà rapidamente la variante urbanistica richiesta trasferirà la propria sede a Firenze.
L’ASM pretende  e ottiene un “prestito” milionario.
L’Estra ha in corso con il Comune un pesante contenzioso.
Il Consiag è stato per anni un potere politico parallelo, quasi un’amministrazione fantasma e ha truffato il Comune sul costo di alcuni servizi.
Publiacqua e Autorità idrica Toscana hanno costretto gli amministratori toscani a violare il diritto, in tema di tariffe e rispetto del referendum.

Fin’ora la preoccupazione principale, soprattutto delle forze politiche di opposizione, è stata quella di frenare la penetrazione degli enti locali negli ingranaggi dell’economia, auspicando una definitiva virata delle aziende partecipate verso l’impresa privata.

La mia preoccupazione invece è che si sia ormai realizzata una feudalizzazione dell’amministrazione pubblica, in cui ormai i vari potentati, costituiti da queste strani soggetti che sono le aziende partecipate, sottraggono quotidianamente quote di potere agli enti locali, intessendo rapporti, costruendo reti di interessi, che possono entrare in conflitto con comuni e provincie e in definitiva con gli interessi dei cittadini.
La colpa di questi fenomeni di degenerazione è da ricercare non nella mancata privatizzazione totale, ma nel non aver monitorato il fenomeno, che sembra inarrestabile, delle esternalizzazioni di servizi e beni comuni, per valutarne l’effettiva utilità.

I cittadini sono i benvenuti nel nuovo feudalesimo, in cui le regole si frammentano e diventano ambigue e i vari potentati giocano ognuno la propria partita.

Salvatore Gioitta

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