Il parco della Rimembranza è stato dimenticato.

In una specie di contrappasso dantesco ciò che era stato fatto per ricordare è completamente sparito dalla memoria di tutti.
Nel 1922, un mese dopo la marcia su Roma, il sottosegretario alla Pubblica Istruzione Dario Lupi lanciò la proposta di realizzare in tutti i comuni italiani un Parco o un Viale “della Rimembranza”, per ricordare e onorare i caduti della prima guerra mondiale, dedicando ad ognuno di essi un albero. Dopo solo un anno erano stati inaugurati in Italia 1048 Viali o Parchi della Rimembranza. A Prato il Viale della Rimembranza fu realizzato a San Giusto.

Nel frattempo l’Opera Nazionale Combattenti, che aveva lo scopo di reinserire nel mondo del lavoro i reduci, si era vista assegnare in uso l’intera tenuta delle Cascine, sia per la parte sulla sponda sinistra dell’Ombrone, sia la parte sulla sponda destra comprendente gli annessi della villa medicea, con risultati molto discutibili.

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L’ONC,  voleva realizzare un proprio Parco della Rimembranza e dopo varie ipotesi che avevano riguardato anche il parco del Bargo  a Poggio a Caiano, scelse un’area  posta al confine tra il Comune di Prato e Poggio, subito aldilà dell’Ombrone, nei presi del ponte del Mulino.
Le opere si limitarono probabilmente alla trasformazione della preesistente macchia alberata in bosco ad alto fusto, mediante la piantumazione di pini e la posa in opera di targhe con i nomi dei caduti, oggi scomparse.
Dopo un lungo periodo di completo degrado, oggi il parco della Rimembranza risulta dimenticato, inutilizzato e in completo abbandono.

Forse la causa di questa situazione è la circostanza che il boschetto non fu il parco della Rimembranza di Prato e neppure quello di Poggio a Caiano, visto che fu voluto e realizzato da un associazione estranea agli enti locali e fiancheggiatrice del fascismo.
Tuttavia risulta difficile capire come un’area verde a poca distanza da aree abitate sia lasciata chiusa da una rete e inutilizzata.

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Altrettanto incomprensibile è il degrado di un edificio più antico della realizzazione del Parco della Rimembranza. Negli ultimi decenni l’ottocentesca “Casina Svizzera” da edificio in disuso si è infatti trasformata in rudere non più recuperabile.

Se al comune di Prato non interessa, forse potrebbe interessare al Comune di Poggio a Caiano che lo potrebbe prendere in comodato d’uso per poterlo utilizzare come spazio verde da collegare adeguatamente all’abitato

Salvatore Gioitta

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