Riunifichiamo Poggio a Caiano con Carmignano

Relativamente a Poggio a Caiano, tutti sanno che si tratta di uno dei comuni d’Italia con la minore estensione territoriale  e che per trovarne uno più piccolo in Toscana bisogna andare all’isola del’Elba. Questa scarsa dimensione territoriale ( 5,64 Kmq) per una cittadina di 10.000 abitanti appare come innaturale e irrazionale, ed è infatti il risultato di una rivendicazione di autonomia dall’originario comune di Carmignano all’epoca di guerra fredda, quando tra l’amministrazione comunista del capoluogo e la prevalente tendenza moderata e cattolica di Poggio a Caiano si giunse alla poco utile separazione.

poggio-carmignano

Carmignano e Poggio a Caiano insieme

Oggi i due comuni sono strettamente connessi dal punto di vista delle infrastrutture, per gli aspetti economici e commerciali e infine per gli spostamenti e la vita quotidiana degli abitanti. Eppure continuano ad esistere due distinte amministrazione e anche le iniziative prese per porre in comune alcuni servizi non sono sufficienti. La storia ha rimesso insieme quello che aveva separato, ma le istituzioni non se ne sono accorte.

Tra poche settimane si voterà a Poggio a Caiano per le elezioni amministrative, ma nessuna forza politica, neppure il Movimento 5 Stelle,  ha il coraggio di proporre l’istituzione di un’ Unione di Comuni e in prospettiva una riunificazione. Se  i candidati fossero interpellati direbbero che bisogna tutelare il senso dell’identità, temendo, in realtà che sia un argomento impopolare, sottovalutando l’intelligenza degli elettori.

Ma cosa c’entra l’efficienza amministrativa con l’identità culturale dei vari centri territoriali ?
La tutela dell’identificazione dei singoli in una comunità passa di più dall’associazionismo che dalle istituzioni amministrative; più dal torneo dei rioni o dalla proloco che dall’assessorato  alla scuola.

Eppure i vantaggi non mancherebbero: oltre a grandi risparmi nell’organizzazione dell’amministrazione e dei servizi pubblici, sarebbero disponibili finanziamenti statali e regionali a titoli di incentivo e alcuni anni di esenzione dal patto di stabilità, preziosi aiuti a superare gli anni più duri della crisi che ci attanaglia.

Molti comuni toscani hanno avviato i procedimenti per unirsi, coinvolgendo nella decisione i cittadini attraverso il meccanismo partecipativo, e non si tratta di comuni particolarmente piccoli (Figline, Incisa, Castelfranco di Sopra e i comuni dell’Elba, Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello Pistoiese) e si discute di questa possibilità anche a Vernio, Vaiano, Cantagallo, solo per limitarsi ai territori più vicini.

Quindi, che aspettano le forze politiche poggesi a a proporre quanto meno un’Unione comunale con Carmignano e in prospettiva una completa integrazione, previa consultazione popolare ?

Salvatore Gioitta

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