Le casse di espansione sono un lusso che non ci possiamo permettere

Sempre più il territorio della Piana è interessato dalla presenza di bacini destinati a dare sfogo alle acque di piena durante momenti critici. Anche nella recente crisi idraulica le casse di espansione hanno assolto con efficacia al loro ruolo, accogliendo le acque basse e facendo abbassare di qualche decisiva decina di centimetri il livello dei principali corsi d’acqua.
espansione 2Naturale che vi sia l’intenzione di realizzarne altre per  assicurare al territorio un certo grado di sicurezza rispetto alle alluvioni.
Detto questo rimane il fatto che il territorio della piana Pistoia-Prato-Firenze risulta quasi totalmente consumato, minacciato da nuove edificazioni, da infrastrutture di dubbia utilità, dall’espansione dei vivai e dalla frammentazione urbana, I residui frammenti del paesaggio agrario dovrebbero quindi essere utilizzati con parsimonia.

Ora molte delle casse di espansione già realizzate, al di fuori della loro indubbia utilità, si presentano come aree di degrado, estranee all’ambiente circostante, inutili per 362 giorni l’anno, indispensabili per due o tre giorni l’anno.
Il suolo è una risorsa che scarseggia, il suo consumo va fermato, l’utilità del suo utilizzo va massimizzato. Ecco perché utilizzare le ampie aree delle casse di espansione per un’unico scopo è un lusso che non ci possiamo permettere, anche perché questo porta ad avere avere di forte impatto paesaggistico, in senso negativo.

Vorrei qui proporre alcune possibili utilizzazioni che consentano di includere positivamente le casse di espansione nel Parco della Piana e nel paesaggio extraurbano e di dare loro un’utile destinazione complementare, senza sottrarle alla pubblica fruizione.

  1. Realizzazione di aree umide adatte alla fauna stanziale e di passaggio. per far questo occorre strutturare i bacini con piccole aree depresse rispetto al livello dell’area che consentano la presenza di acqua anche durante la stagione secca e piantumare sui bordi idonee siepi.
  2. Realizzare aree piantumate che offrano la possibilità di avere a disposizione dei cittadini parchi ombrosi nel periodo estivo. La presenza di alberi ad ad alto fusto non incide in modo significativo sulla capacità del bacino. La piantumazione dovrebbe utilizzare specie idonee, adatte a terreni umidi. L’attrezzatura del parco dovrebbe essere limitata al minimo, senza ovviamente arredi.Tuttavia dovrebbe comunque essere messa in opera una strutturazione del suolo con canali di drenaggio, in analogia al territorio agricolo, che consentano di avere un suolo asciutto nella maggior parte dell’anno, anche in presenza di una depressione del livello del terreno
  3. Realizzare aree che consentano l’uso agricolo stagionale con colture a semina primaverile e ciclo colturale breve. Anche in questo caso occorrerebbe strutturare il bacino con opere di drenaggio del fondo.

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In tutti i casi è ovvio che le opere che consentano l’uso alternativo del territorio interessato dalla casse di espansione devono essere previste al momento della loro realizzazione che dovrebbe essere sottratta alla semplice progetto ingegneristico, mettendo in campo idee e soluzioni nuove, impegnando la collettività, l’amministrazione e i tecnici a progettare globalmente, senza limitarsi all’emergenza e senza il ricatto della retorica del “fare”.

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