Ritratto di un paese in forma di piazza

La piazza XX Settembre fu realizzata all’inizio del Novecento, demolendo una casa colonica, per dare un centro civico al piccolo paese che allora si estendeva solo su quattro strade alle pendici del colle che accoglie la villa medicea.
La nuova piazza avrebbe avviato verso il piano lo sviluppo urbanistico del paese, divenendone il centro della vita sociale e quotidiana. Il nome stesso dato alla piazza fu una novità, in un paese sempre assai clericale.

Negli ultimi decenni del XX secolo lo sviluppo del paese si è orientata in altre direzioni, dando vita ad un organismo urbano estensivo e disperso, caratterizzato dall’assenza di un vero centro urbano e dove anche la casuale localizzazione dei servizi contribuisce all’impressione di un luogo acefalo e disordinato.
piazza

La piazza dunque è il simbolo del carattere stesso di un centro abitato, giunto ormai a 10.000 abitanti, ma dove l’eccessivo consumo di territorio ha reso quasi impossibile ogni soluzione ai suoi annosi problemi ed in particolare alla viabilità e dove, pur vantandosi del grandioso patrimonio monumentale, in realtà si trascura la parte storica del tessuto urbano.
Piazza XX Settembre è oggi un’area marginale e degradata, al centro di un quartiere che ha perso valore e abitanti. Alla piazza, nonostante qualche intervento di manutenzione, manca da altrettanto tempo una visione programmatica che punti a riqualificare tutta l’area.

piazza xx settembre

Le povere aiuole, chiuse da incongrue siepi, sono normalmente adibite per i bisogni dei cani nell’assoluta assenza di ogni vigilanza, e nessuna mamma ci farebbe mai giocare i propri bambini. I pini sono ormai esausti, creano dissesti nella pavimentazione e saranno in futuro fonte di continui problemi.  Immonde chiazze di escrementi di uccelli coprono diverse aree della piazza, senza che mai nessuno pulisca, aspettando per questo le piogge stagionali.

La piazza non risulta utilizzata come è consueto per uno spazio del genere, dai bimbi in bicicletta, dalle mamme o da  gruppi di adolescenti che di solito nelle piazze amano chiacchierare insieme sulle panchine. Solo un angolo della piazza vede la presenza durante la giornata di gruppetti di anziani, grazie alla presenza della storica edicola.
Si tratta dunque di un luogo senza scopo e senza decoro. Nessun intervento parziale potrà riscattare quello che era il centro cittadino dalla perdita di centralità che si estende dalla piazza alle aree circostanti che hanno perso esercizi pubblici, abitanti e vivibilità.

Aggiornamento del  07/01/2017
Dopo quattro anni mi sembra necessario aggiornare quanto a suo tempo scritto.
I pini sono scomparsi, danneggiati o abbattuti dalla bufera del  marzo 2015 e al loro posto due simpatiche tettoie che dovrebbero sostituire l’ombra degli alberi. La piazza appare spoglia e ulteriormente impoverita e con l’illuminazione insufficiente.
La pavimentazione sollevata in molti punti, l’arredo urbano fatiscente, gli escrementi dei piccioni, la mancata regolamentazione nell’uso delle aiuole usate come aree per la sgambatura dei cani e tutti gli altri problemi non sono certo stati risolti.
Il disastro sembrava aver riportato la piazza tra le priorità dell’amministrazione che aveva iniziato un percorso partecipativo e aveva annunciato un concorso di progettazione, di dubbia utilità, per la sua riqualificazione.

Purtroppo, probabilmente a causa di mancanze di risorse, Piazza XX Settembre sembra dimenticata e lasciata al suo destino come tutto il centro storico di Poggio.

Salvatore Gioitta

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