Un viaggio d’altri tempi

ATTRAVERSANDO L’APPENNINO TOSCANO
NELL’ESTATE DEL 1913

Pur di poco s’allieta il viver mio.
A Prato, ove non ozia il buon toscano,
e di garzoni e d’uomini è un brusio;

ho preso un uovo, due soldi di vino;
in diligenza fino a Montepiano
traversai, giogo giogo, l’Appennino.

Spesi, per tanto, un pomeriggio estivo.
Del vetturale, di quell’aspra terra
serberò la memoria quanto vivo.

E d’un fattore, pur nel volto onesto,
che di figlioli parlava e di guerra.
Il vicino, che in quel punto era desto:

«Richiamano anche il mio, parte domani.
Qualcosa ci dev’esser per il mondo».
Poi piegava la testa fra le mani;

d’un cupo sonno ricascava al fondo.

Umberto Saba

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