Un Monte dei Paschi anche a Prato?

C’è anche a Prato un  Monte dei Paschi capace di pervadere la vita amministrativa e politica della città? Certo che c’è o forse meglio dire che c’era. Il Consiag, nel suo piccolo e in un’altro ambito di attività rispetto alla banca senese, ha ricoperto un ruolo quasi altrettanto importante ed è stato gestito con gli stessi metodi seguiti dai Pds-DS-PD senesi.

Palazzo Sansedoni, sede della Fondazione Monte dei Paschi di SienaCerto gli accadimenti senesi sono inarrivabili nel mostrare un sistema di potere parallelo alla politica, in cui il Monte si faceva protagonista non solo dell’economia cittadina, ma di ogni aspetto sociale da quello sportivo a quello culturale. All’ombra di questa presenza incombente negli anni si sono viste faide interne al PD senese, personaggi paracadutati da Siena dai notabili nazionali, cordate che dalla città si estendono al parlamento, manovre di clan formati su base familiare, continui passaggi dei notabili da ruoli politici nelle amministrazioni locali a incarichi nella banca e nelle sue controllate, commistioni con le associazioni sindacali, cooperative, massoneria e la stessa Università. In questa confusione di ruoli succede anche che i manager della banca versino una parte degli emolumenti al partito come se fossero, appunto, degli eletti nelle rappresentanze politiche. Un sistema di potere che, giunto sulla soglia del fallimento, non ha esitato a far licenziare un direttore di giornale e a costringere alle dimissioni il sindaco della città.

Palazzo Consiag

A Prato non c’è il Monte dei Paschi ma sono accadute ugualmente cose simili. L’azienda Consiag nata nel 1975 come consorzio intercomunale per gestire l’acquedotto, aumentati gli ambiti di competenza fino a farsi conferire tra il 2000 e il 2001 dai comuni le reti acqua, gas e fognature,  trasformata in S.p.a.multi utility nel 2002, è divenuta nel tempo, la più importante realtà economica del territorio, estendendo le proprie attività e la propria influenza, fino a diventare un vero “partito del gas” gestito in piena autonomia dal Pds-DS-PD e Grande Sponsor della provincia tutta.

Il crollo, forse definitivo, del suo ruolo nella vita cittadina, tra accordi segreti, ricorsi al Tar e gare di appalto servizi perse e sentenze del tribunale, ha coinciso con la sconfitta elettorale del PD pratese e dimostra quale sia il tallone di Achille di tutto il PD toscano, le cui attuali difficoltà politiche coincidono con l’abitudine dei vertici locali di creare municipalizzate, enti, e aziende multiservizi capaci di diventare centri di potere complementari all’amministrazione cittadina, ma sostanzialmente senza controllo per quello che riguarda assunzioni, nomine, incarichi, investimenti. Consiag (che non è l’unico caso a Prato) non è il Monte dei Paschi, ma ha potuto per anni dare soldi pubblici (in quanto provenienti da tariffe di servizi pubblici)  a pioggia, dalle sponsorizzazioni sportive alle mostre artistiche, dai concerti pop alle sagre paesane. Inoltre ha promosso vasti interventi urbanistici, investito in ampie partecipazioni, creato innumerevoli società controllate moltiplicando i consigli di amministrazione, assunto con criteri politici un gran numero di dipendenti, realizzato una vasta rete di collaborazioni e relazioni, fino a esprimere la disastrosa candidatura alla carica di sindaco del suo stesso presidente, simbolo della fine di un’epoca.

Qualcuno potrebbe dire: “Ma questo succede ovunque e con tutti gli altri partiti”; ma questo è del tutto ininfluente visto che da sempre il PD vuole essere un partito diverso dagli altri e oggi paga questa sua mancata diversità, facendo mancare alla città, e in generale al governo del paese, una valida alternativa progressista.

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