Addio provincia ?

Questa faccenda della morte della provincia di Prato e della nascita della Città Metropolitana  riempie di polemiche i mezzi d’informazione locale.

Personalmente sono d’accordo con l’abolizione delle province. Infatti un livello amministrativo può essere di troppo, anche confrontandosi l’assetto istituzionale di altre nazioni. Ancora meglio sarebbe se fossero mantenute le province e abolite le regioni e che competenze fondamentali come la sanità ritornassero allo Stato, ma questo è un’altro discorso. Sono anche d’accordo sulla mostruosità di province che sono sub-regioni in cui i comuni distano un centinaio di chilometri e oltre dal capoluogo e di cui comunque non si capisce l’utilità, confrontandole con la Regione

Non sono invece d’accordo che la città metropolitana priverà di autonomia il comune di Prato che, secondo molti, si ritroverà, come gli altri comuni, senza una autonomia autonomia decisionale in ogni campo amministrativo, ridotto a municipio.Prendendo, come esempio, l’autonomia relativa alla pianificazione del territorio, Prato potrà continuare a redigere il proprio piano strutturale, in accordo a scelte sovracomunali come del resto  fa ancor oggi con il PIT ed il PTC.

Le competenze della città metropolitana in campi come la scuola, le infrastrutture, la pianificazione, i servizi, i tributi, riguarderanno solo gli aspetti “sovracomunali”.
Da notare inoltre come la ripartizione di compiti tra città metropolitana e comuni sia demandata ad uno Statuto nella stesura del quale gli abitanti del “contado” avranno un peso decisivo rispetto alla città capoluogo.

Mi sembra inoltre che questa faccenda della città metropolitana sia l’ultima occasione per sottrarre Prato dal suo dozzinale provincialismo e Firenze dal suo destino di Disneyland rinascimentale.

Annunci