Ecologia del denaro

nuovo ponte della seconda tangenziale di Prato

Ponte sull’Ombrone della seconda tangenziale

Può esistere l’ecologia dei soldi intesa come la necessità di considerare la ricchezza monetaria come risorsa esauribile importante insieme alle risorse territoriali ed ambientali, al fine di attuare uno sviluppo sostenibile ?
Può il denaro essere considerato insieme ai beni comuni che costituiscono patrimonio della collettività e il cui uso deve essere valutato e analizzato in base a un bilancio complessivo di costi e benefici?

Se i soldi di cui parliamo sono quelli pubblici, affidati agli amministratori eletti dai cittadini contribuenti, senza dubbio dobbiamo rispondere SI alla domanda.
Quando si tratta della ricchezza prodotta dai lavoratori con la loro personale e quotidiana  fatica, lasciata allo stato in così grande misura e che deve servire ad assicurare alla collettività le necessarie risorse, deve essere imperativo di riflettere attentamente sulla loro utilizzazione e sottoporla alla stessa parsimonia e attenzione che dovremmo avere nell’uso delle risorse naturali.

Pensiamo per esempio ad un’opera pubblica, un’infrastruttura, una nuova strada che attraversa il territorio di due provincie. Quale dovrebbe essere l’attenzione da porre prima di realizzarla? Secondo me la valutazione attenta delle necessità effettive, delle priorità rispetto ad altre infrastrutture, del bilancio tra costi previsti e benefici attesi, certamente non fermandosi a qualche riflessione superficiale e politica, ma affidandosi a un rigoroso studio economico, reso pubblico.

Vediamo che sta per giungere a compimento la cosiddetta “seconda tangenziale” di Prato. L’imponente ponte sull’Ombrone è costruito; la carreggiata e le opere complementari sono a buon punto.

L’opera divisa in vari lotti dovrebbe costare complessivamente € 46.905.000, salvo imprevisti sul finale.
Conosciamo dunque i costi: 47 milioni di euro.
Passiamo ai benefici.

planimetria della seconda tangenziale

Planimetria della seconda tangenziale e delle opere complementari

La nuova struttura viaria collegherà la zona industriale di Montemurlo con la zona industriale di Agliana e la zona industriale di Quarrata, passando attraverso i territori agricoli a confine tra le provincie di Prato e Pistoia che hanno finanziato l’opera. Nei documenti ufficiali si parla di rendere più facili i collegamenti tra queste aree produttive, interessate evidentemente da frequenti scambi (?),  drenando il conseguente traffico pesante da Declassata, S.P.66 e  Montalese (che però vanno in senso trasversale alla nuova infrastruttura).

Tutto qui per un’opera che costa 47 milioni di euro e consuma un’enorme quantità di suolo intorno  se stessa?

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