Grazie industriali ! – Via Paronese

Una strana strada scorre da Est a Ovest praticamente al centro del territorio comunale di Prato. Si tratta dell’Asse delle Industrie, arteria importantissima anche se classificata “strada urbana di scorrimento minore o interquartiere“, una definizione che non rende bene la sua funzione, sempre più pesante, di tangenziale della città.

La strada in effetti non si presenta certo in bune condizioni, soprattutto nel tratto Est, corrispondente a via Aldo Moro, nei pressi del Macrolotto 2.

La carreggiata è da anni piena di buche, toppe, avvallamenti e e irregolarità, con gravi pericoli per i veicoli ma soprattutto per i ciclomotori. I lati della strada sono invase da erbacce che arrivano fino alla carreggiata limitando la visibilità e che, al massimo, vengono tagliate solo una volta l’anno. In alcuni punti le aree circostanti divengono periodicamente discariche a cielo aperto.
La strada in molti tratti è priva di banchina laterale, quella striscia di asfalto separata da striscia continua dalla carreggiata che affiancandosi alla strada dà un minimo di sicurezza in molte circostanze: per esempio in caso di arresto improvviso dell’auto. Inutile dire come la strada sia priva anche di marciapiedi, invece richiesti in ogni nuova strada urbana.

Ora occorre dire alcune cose:

  • la strada, nel tratto Est, è stata realizzata dal Consorzio Macrolotto 2, non come regalo alla cittadinanza ma in sostituzione delle grandi somme dovute al Comune per la realizzazione dei tantissimi capannoni della lottizzazione del secondo Macrolotto;

  • al momento di realizzazione della strada intorno al 2000, già erano in vigore il nuovo Codice della strada, il Regolamento di attuazione e le norme tecniche; tutta questa normativa dice che le “strade urbane di scorrimento  minore” devono  avere sia banchine laterali asfaltate di 1 metro, sia marciapiedi da entrambi i lati;

  • da molti anni Consorzio e Amministrazione comunale discutono delle criticità della strada (addossate alla ditta che ha fatto i lavori) e degli obblighi di manutenzione, ma senza mai arrivare a una qualche conclusione.

Cosa concludere ?
Che il Consorzio degli industriali del Macrolotto abbia fatto questa strada, da cedere poi alla collettività, badando solo al risparmio?
Che l’Amministrazione non abbia vigilato abbastanza ?
Che la strada non abbia le caratteristiche, anche normative, per corrispondere al suo importante ruolo ?
Che per il Comune non basta protestare a parole per lo stato miserevole dell’asfalto ma che bisogna agire in modo più deciso?

Comunque: grazie industriali !

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