Due comuni formati per motivi elettorali più o meno meschini

Da poco è ricorso il 50° Anniversario della costituzione in Comune autonomo di Poggio a Caiano che si separò da Carmignano secondo quanto stabilito in un Decreto del Presidente della Repubblica del Settembre 1962.  Fu la conclusione di una lunga vicenda che non si limita ai decenni del dopoguerra che videro la nascita di un comitato promotore e poi il lungo susseguirsi di pronunciamenti e pareri che ebbero termine appunto con la nascita del Comune.

Già nel 1783 era stata avanzata dal conte Pecori, Gonfaloniere dell’epoca, la proposta subito bocciata di trasferire la Residenza Municipale da Carmignano ad Poggio a Caiano, in una casa di proprietà di Ferdinando Dini. Cinquantanni dopo, nel 1826, nuovamente si progettò, a livello governativo ed in tutta segretezza uno spostamento del potere amministrativo a Poggio a Caiano, dove era stata già decisa la sede del Podestà e del suo aiutante.

Palazzo comunale di Poggio a Caiano

Evidentemente la piccola frazione, posta in pianura in un punto nodale delle infrastrutture viarie  fin dal secolo scorso, contendeva il ruolo di centralità territoriale al vecchio capoluogo sede nel Medioevo di un glorioso libero comune rurale.
Questo lungo e complesso processo evolutivo, vista l’apparente impossibilità di uno spostamento del centro amministrativo dal capoluogo alla frazione, sembrò portare inevitabilmente all’autonomia del 1962 per consentire a Poggio a Caiano di programmare meglio la propria crescita e dare legittimamente sfogo allo spirito campanilistico così a lungo represso.
Probabilmente sulla vicenda ebbero peso anche motivi ancora meno nobili: nel volume della “Storia d’Italia” Einaudi, dedicato alla Toscana tra XIX e XX secolo,  si riferisce di “…comuni formati per motivi elettorali più o meno meschini come Poggio a Caiano la cui permanenza entro Carmignano rischiava di far cambiaire il colore dell’Amministrazione di quest’ultimo…”.
Se così fosse si dovrebbe pensare che il distacco di Poggio a Caiano sia stato solo il frutto di uno di quei tanti opposti e convergenti interessi che coinvolsero la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista, nell’Italia di quegli anni. L’autonomia avrebbe poi portato i due comuni ad un lungo periodo con amministrazioni di opposta tendenza politica, ma entrambe caratterizzate dalla mancanza di avvicendamento e dialettica politica.

Palazzo comunale di Carmignano

Prendendo per buona l’ipotesi della “meschina” spartizione, ci si dovrebbe chiedere se la cronica mancanza di alternanza abbia prodotto risultati più o meno positivi relativamente al corretto uso del territorio e alla localizzazione delle infrastrutture, risultando sotto gli occhi di tutti alcune situazioni irrazionali, come l’eccessiva crescita di Poggio a Caiano che ha consumato praticamente tutto il suo esiguo territorio (6 km quadrati), l’irrazionale localizzazione delle zone industriali, la mancata programmazione nei primi decenni dell’autonomia di un’infrastruttura viaria alternativa alla strada statale, la frammentazione delle attrezzature collettive e la mancanza di servizi integrati tra centri abitati posti così vicini. Si ricorda infatti come Poggio a Caiano disti 3 km in linea d’aria con Carmignano altrettanto da Seano e ancor meno da Comeana.
Nell’ultimo decennio qualcosa è cambiato: le due amministrazioni, non più condizionate dalla contrapposizione politica, hanno cercato vie per collaborare ed integrare alcuni servizi, ma un eventuale processo d’integrazione che porti alla riunificazione o quanto meno all’istituzione di un’Unione di Comuni rimane ancora molto lontano.

Dunque non mi associo ai legittimi festeggiamenti e  porto l’attenzione del lettore sulla cartina accanto e su una possibile metafora dell’attuale situazione dei due comuni medicei: una testa senza corpo, un corpo senza testa.

Salvatore Gioitta

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