Consumo di suolo

Appunti sul piano strutturale – 3

Il nuovo piano strutturale prevede un consumo di suolo per il residenziale di 140 ettari che devono accogliere residenze per 7000 abitanti. I dati sono ricavati dalla Relazione che rappresenta l’unico elaborato chiaro di tutto il piano

Nonostante gli elaborati del Piano Strutturale non mettano mai in relazione questi due dati, il loro confronto porta a determinare l’indice territoriale di queste nuove zone di ampliamento urbano. considerando 100 mc per abitante e dividendo si ottiene un indice territoriale di circa 0.5 mc/mq. Si tratta di un dato conforme al contenuto dei piani urbanistici italiani degli ultimi vent’anni e tuttavia occorre rifletterci sopra.

Il problema dell’enorme consumo di suolo degli ultimi decenni è stato aggravato dalla bassa densità delle espansioni urbane, caratterizzate da edilizia sparsa, a due piani, pseudo villette bifamiliari, trifamiliari o quadrifamiliari che solleticano l’esigenza dell’italiano medio di avere un alloggio, anche piccolissimo, ma non riconducibile al concetto di appartamento in condominio.

Si tratta di un lusso che in Italia non possiamo più permetterci, così come tante altre situazioni di spreco in altri settori. Il consumo di suolo  si è infatti aggravato negli ultimi decenni non tanto in misura assoluta quanto riferito alla densità ottenuta, cioè al numero di abitanti al metro quadro. Tale situazione ha avuto il consenso dell’opinione pubblica in quanto sembrerebbe che costruire poco sul territorio sia meno invasivo di un’edilizia intensiva. Al contrario. ovviamente, la bassa densità favorisce il consumo continuo del territorio e riflettendoci sopra, possiamo capire come la famosa ” colata di cemento” sia meno invasiva se contenuta in argini certi, piuttosto che lasciata spandere su una superficie quanto più ampia possibile.

Un basso indice territoriale, come quello proposto dal PS adottato, non è più accettabile e deve essere rivisto. Dobbiamo tornare a edificare, qualora ce ne sia bisogno, in modo intensivo, ripristinando l’edificazione “a schiera”, in cui gli edifici sono collegati tra di loro e formano un isolato urbano.

Densificare, riempire, integrare: sono concetti chiave dell’urbanistica moderna, ma il nuovo Piano strutturale non sembra essersene accorto.

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