Piste ciclabili a Prato

Le piste ciclabili a Prato sono un fiore all’occhiello di tutte le amministrazioni comunali e provinciali, passate presenti e future. Lo sviluppo dei percorsi dedicati alle due ruote è notevole: arriva a misurarsi in centinaia di chilometri  in tutta la provincia.
Anche le risorse impiegate negli ultimi vent’anni sono assolutamente rilevanti. Basti pensare alla pista tra Prato e Vaiano sulla riva del Bisenzio, realizzata qualche anno fa e arrivata a costare 7.550.000 € (di soldi pubblici)[1]

Ora, quali sono gli obiettivi condivisi che danno impulso allo sviluppo di tali infrastrutture? Senza dubbio “creare un sistema continuo di connessioni urbane ed extraurbane per incoraggiare la mobilità ciclabile come valida alternativa ecologica all’uso dei veicoli a motore”[2], come affermano i documenti amministrativi ufficiali.

Gli itinerari ciclabili pratesi, nel migliore dei casi assicurano una piacevole passeggiata domenicale lungo l’argine del fiume Bisenzio; nel peggiore dei casi sono opere assolutamente inutili e totalmente inutilizzate e scollegate come la pista lungo l’argine del torrente Iolo.

da OpenMap

Assolutamente mai incoraggiano alla mobilità ciclabile come valida alternativa ecologica all’uso dei veicoli a motore. Assolutamente mai servono in modo significativo per gli spostamenti urbani in bicicletta nei giorni feriali. Le piste ciclabili non sono collegate a formare una rete funzionale tra di loro e quasi mai sono studiate per assecondare un bisogno o assecondare un flusso di spostamento (per esempio lungo direttrici periferia-centro).
Percorsi periferici che uniscono punti non nodali del territorio o percorsi troppo lunghi per essere pensabili come itinerari quotidiani, al massimo possono servire come passeggiata ricreativa. Viceversa percorsi urbani troppo corti e scollegati non servono a niente.
Non occorreva realizzare prima queste opere per accorgersi che non funzionavano. Bastava confrontarle con le migliori esperienze europee, olandesi e tedesche che invece danno una valida e concreta alternativa alla viabilità delle città e un contributo alla risoluzione dei problemi di mobilità.

Ecco un video che spiega come in Olanda piste ciclabili non ci sono sempre state e a cosa servono:


https://www.youtube.com/watch?v=oJ3L-gTGGVs

Invece sono stati spesi milioni di euro per itinerari che nessun lavoratore o studente pratese percorrerà mai per recarsi a scuola o al lavoro[3].
Dobbiamo concludere che le opere realizzate con tanta spesa non erano quelle con maggior priorità? Che non si è fatta una sufficiente analisi dei costi e dei benefici? Che la spesa sostenuta per tali opere sia quindi un inutile e inconcludente spreco? Forse si.

La cosa peggiore è che la faccenda non è affatto finita se si pensa ad altri percorsi, mai improntati al criterio dell’utilità quotidiana[4], ma solo solamente finalizzate al “ tempo libero”. La causa di tanta cecità sono nella mancanza di fiducia della bicicletta come alternativa all’automobile e nella sindrome del “fare” che compisce tutti gli amministratori locali. Fare! Come? Non importa, basta fare.

Note:

  1. Prato €1.755.953, Vaiano €877.976,  Provincia € 774.685,  Regione € 258.228, Publiacqua € 3.883.575.
  2. .http://www.comune.prato.it/servizicomunali/piste/htm/motivi.htm
  3.  Il problema non è soltanto pratese, se a Firenze ci sono 35 chilometri circa di piste ciclabili e nessuno se ne è mai accorto.
  4. Collegamento Cascine di Tavola, San Giorgio, Fiume Bisenzio (10 Km – 620.000 €)

Annunci